Terapia Forestale
Una stanza di cura, a cielo aperto.
Iscriviti ad una delle prossime sessioni di terapia forestale:
13 giugno 2026
Faggeta Vetusta di Monte Cimino
ore 8:30–12:30 Massimo 12 partecipanti
posti limitati
18 luglio 2026
Faggeta Vetusta di Monte Cimino
ore 8:00–12:00 Massimo 12 partecipanti
posti limitati
19 settembre 2026
Faggeta Vetusta di Monte Cimino
ore 8:30–12:30 Massimo 12 partecipanti
posti limitati
Sessioni condotte su percorsi certificati CNR IBE, coperte da polizza assicurativa dell'Ente Monti Cimini - Riserva Naturale Lago di Vico
Non un semplice passeggiata.
La terapia forestale è un intervento clinico basato su evidenze scientifiche che prevede un’interazione controllata con l’ambiente boschivo.
Ha effetti positivi su variabili psicologiche (ansia, depressione, funzioni cognitive) e fisiologiche (ormoni dello stress, sistema immunitario).
Il protocollo studiato dal CNR - IBE prevede sessioni guidate da uno Psicologo condotte esclusivamente presso siti idonei a tale scopo.
Domande frequenti
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La sessione di Terapia Forestale prevede di percorrere a piedi un percorso all’interno di un bosco. Il sentiero è quasi esclusivamente pianeggiante, percorribile da chiunque (non è richiesto alcun allenamento specifico), lungo circa 2 km e si snoda attraverso 5 tappe. In ciascuna tappa, vi proporrò l’uso di alcune tecniche di stimolazione sensoriale.
Fra una tappa e l’altra si cammina, piano e in silenzio.
Il percorso dura circa 2 ore. -
Tutti possono partecipare: singole persone o piccoli gruppi che vivono una fase di forte stress o che vogliono sperimentare un metodo nuovo da affiancare al percorso terapeutico eventualmente in corso; ma anche aziende e organizzazioni che puntano al benessere reale dei collaboratori e allo sviluppo di una cultura organizzativa sana.
Per camminare non è necessaria alcuna attrezzatura: solo pantaloni e scarpe comode e lo smartphone in modalità aereo.
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Non esiste una soglia di età minima certificata. L’attività prevede una passeggiata in silenzio con attività di stimolazione sensoriale interagendo con l’ambiente circostante guidate da me per circa 2 ore. Un’attività simile difficilmente è ingaggiante per bambini o ragazzine. Valutiamo caso per caso se può essere adatta a ragazzi almeno in età adolescenziale.
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In Italia non esiste un albo degli operatori abilitati allo svolgimento di terapia forestale.
Io, dopo aver frequentato un corso teorico-pratico, sono un “Conduttore di Terapia Forestale” secondo il protocollo CNR - IBE, validato scientificamente dopo numerose sessioni di ricerca e studio sul campo
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Esclusivamente all’interno di siti idonei certificati dal CNR. A Roma, il sito più vicino si trova sul Monte Cimino, a Soriano nel Cimino (VT), dove è presente una Faggeta vetusta nominata dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità.
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Controlla le date gia in programma o contattami via e-mail all’indirizzo info@massisalfi.it per organizzare una sessione ad hoc.
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La prima e più immediata sensazione che mi aspetto tu possa vivere è una percezione di generale rilassatezza e distensione, sia a livello muscolare che mentale. Questo è dato dalla presenza di specifici composti organici volatili (presenti esclusivamente in alcuni boschi, non in tutti!) alla cui esposizione viene associata una stimolazione sensoriale di tutti i sensi.
I benefici meno “tangibili” nell’immediato riguardano un miglioramento generale del tuo assetto psicofisico che ti rende in grado di fronteggiare con maggiore serenità eventi stressanti.
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Questo dipende da tanti fattori ma la ricerca ha dimostrato che una singola sessione di terapia forestale può attenuare i livelli di ansia e depressione fino ad un mese. La ripetizione delle sessioni nel corso del tempo amplifica l’effetto della singola esposizione avendo un effetto “esponenziale” sulla durata dei benefici.
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Perchè lo faccio?
“Dopo il COVID ho sentito quello che in tanti hanno sentito: un bisogno fisico di uscire, di stare all’aperto, di ritrovare qualcosa che il lockdown aveva tolto. Ho fatto un corso di escursionismo con il CAI di Roma; non per diventare guida, ma perché qualcosa mi richiamava fuori, e volevo imparare a rispondergli.
In quegli stessi anni stava tornando al centro della mia vita professionale l’interesse per la psicologia clinica, la salute mentale, il benessere delle persone. Due direzioni che sembravano separate e che invece si stavano avvicinando.
Ho iniziato a leggere dei bagni di foresta giapponesi, dello Shinrin-yoku, poi dei protocolli scientifici che ne misuravano gli effetti — ansia, depressione, cortisolo, sistema immunitario. Ho scoperto che l’immersione in specifici ambienti forestali riduce i livelli di stress in modo misurabile, abbassa i marcatori dell’ansia e della depressione, rafforza le difese immunitarie. E che in alcuni contesti clinici può essere usata non solo come pratica di prevenzione o di supporto a un percorso terapeutico in corso ma addirittura come alternativa a un aumento del dosaggio farmacologico.
Quello che mi ha convinto definitivamente è stato scoprire che anche la mia scuola di specializzazione — APC Roma — ha contribuito al progetto di ricerca CAI-CNR da cui il metodo CNR IBE è nato.
La terapia forestale non era un’idea romantica sulla natura. Era un protocollo clinico validato, con dati, con misurazioni, con una comunità scientifica che ci stava lavorando seriamente.
Mi sono certificato. Ho firmato un accordo con l’Ente Monti Cimini per condurre sessioni nei due siti certificati CNR fra cui la Faggeta del Monte Cimino — patrimonio naturale UNESCO.
Vengo qui perché conosco il bosco e so stare in natura. E vengo qui come psicologo, perché so riconoscere quello che succede dentro una persona quando il rumore si ferma. Quello che potrebbe sembrare una passeggiata, ma non lo è.”